Differenze fra un incubatore e un acceleratore startup

Che differenza c'è fra un incubatore e un acceleratore startup? Facciamo chiarezza su due programmi votati alla crescita imprenditoriale.
acceleratore startup

Ti suonano familiari parole come “acceleratore startup” e “incubatori”? Abbiamo una buona notizia per te: sei atterrato sull’articolo giusto. Se bazzichi l’ecosistema delle startup saprai perfettamente che non sono la stessa cosa, benché abbiano entrambi come scopo lo sviluppo di altre società (startup in primis, ma anche imprese innovative). Tutto sta nella fase di vita della startup, perché se un incubatore è il luogo perfetto dove appoggiarsi se di concreto c’è solo l’idea di un business potenzialmente valido; l’acceleratore interviene allo stadio successivo, quando l’idea si è già trasformata in business plan ma ha bisogno di programmi appositi per immettersi sul mercato.

Non è la prima volta che affrontiamo l’argomento sul blog di Rete Mediterranea senza mai dedicarvi specificamente un articolo. Ecco perché abbiamo deciso di rimediare e lasciarvi sazi raccontandovi con una guida come quali siano le differenze fra un incubatore e un acceleratore startup, quali sono i servizi offerti. Let’s begin!

Incubatore o acceleratore startup?

Arrivano good news dal fronte. Le startup italiane non se la cavano male; o almeno così leggiamo fra le righe del report fornito direttamente dal Mise. Sono soprattutto le startup innovative ad aver conseguito i risultati migliori. Il motivo? Una startup innovativa dedica, per sua stessa natura, una lunga fase di incubazione allo stadio di ricerca e sviluppo del ventaglio di prodotti/ servizi prima di matchare il mercato. Un’attività vitale per un’azienda wannabe, garantita dal nuovo piano di agevolazioni che arriva dal Mise, il quale ha deciso di prolungarne il tempo.

Premesse del genere misurano da sole l’importanza di scegliere le risorse giuste se si vuol vedere decollare un progetto di business. In questo senso, il lavoro svolto dagli incubatori prima e dagli acceleratori dopo è vitale, e adesso vi diremo il perché.

Perché scegliere un incubatore?

L’incubatore lavora nelle primissime fasi di vita della startup. Non serve che siano legalmente formate, anzi; è questo un momento estremamente delicato in cui esistono un’idea potenzialmente interessante e innovativa per il mercato di riferimento, un team motivato e preparato che vi lavora. Il supporto di un incubatore è utile per almeno 3 motivi principali:

  • Validazione del progetto d’impresa: la sola buona volontà non basta. Prima di trasformare un progetto imprenditoriale in realtà è necessario testare la sua attuabilità sul mercato. I programmi di crescita proposti da un incubatore sono personalizzati; anche a livello di tempistica, possono variare da un minimo di 3 a un massimo di 6 anni di testing.
  • Abbattimento dei costi iniziali: almeno nelle primissime fasi, abbattere i costi di gestione conviene. Un incubatore mette di solito a disposizione del team non solo consulenze e mentoring, ma anche spazi di lavoro in coworking.
  • Accesso a finanziamento: un incubatore provvede affinché la startup riceva finanziamenti attraverso la partecipazione a bandi regionali, nazionali o internazionali.

I servizi offerti da un incubatore sono dunque vari, muovendosi su 3 assi: il mentoring di un team di professionisti che possono concretamente trasformare un’idea in business, l’assorbimento dei costi iniziali e la ricerca di finanziamenti per procedere in autonomia poi. Sintetizziamo, definendo un incubatore come un vero hub che crea startup.

Perché scegliere un acceleratore startup?

Lo step successivo a startup formata è farla fruttare. Si passa al potenziamento delle imprese in early stage; sono i cosiddetti programmi seed che costituiscono il finanziamento iniziale ma non solo; un acceleratore di startup provvede a fornire anche spazi di lavoro (e qui tornano i coworking spaces) ma anche una serie di consulenze strategiche mirate alle esigenze dei singoli ecosistemi d’impresa. Ed è qui che di solito si fa confusione fra un incubatore e un acceleratore startup. Benché i servizi appaiano simili, in realtà c’è una differenza importante fra le due realtà. Una base è il tempo.

La durata di un percorso di accelerazione va da un minimo di 6 mesi a un massimo di 1 anni; un’altra più advanced riguarda l’approfondimento delle strategie. È chiaro che viaggiamo su due binari diversi, di cui l’acceleratore costituisce il level up. Oltre contributi iniziali, un acceleratore integra programmi più puntuali nella stabilizzazione (sia gestionale che operativa) del business, accompagnando la startup fino al lancio ufficiale sul mercato. Si definiscono:

  • Programmi seed: si rivolgono soprattutto alle startup che hanno appena concluso lo step precedente, e hanno ancora estremo bisogno di mentoring e finanziamenti, opportunità messa a disposizioni dal net dell’acceleratore attraverso la partecipazione al Pitch day o Demo day.
  • Programmi second- stage: si rivolgono a startup già avviate ma lavorano sulla crescita di mercato attraverso la collaborazione con altre realtà imprenditoriali in ottica di Open Innovation.

Un acceleratore di startup si muove attorno al concetto di posizionamento dell’impresa sul mercato di riferimento. La società è già formata, il business avviato e la startup comincia a muovere i primi passi in autonomia, ma ha bisogno ancora di rafforzarsi e affermarsi sulla concorrenza.

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